Rocca Falluca . it - Web Site

La Nostra Storia

Santuario Madonna della Rocca: L'origine del Santuario è da collegare al borgo Rocca  Falluca, roccaforte militare, assegnato nel 1077 al signore Ugo Fallock, Conte di Catanzaro, da cui prese il nome. Del borgo, distrutto e disabitato, rimangono oggi solo i resti dello sfarzoso castello e il Santuario stesso, dedicato alla Madonna della Rocca. Solo recentemente, il Santuario della Madonna della Rocca – per molto tempo in disuso – è sede di nuove iniziative e attività religiose i fedeli e il parroco negli anni 80, fecero restaurare il santuario e rifare la statua, attualmente posta all'interno della nicchia sopra l'altare. Il 24 giugno 1987, l'icona scultorea della Madonna della Rocca è stata solennemente incoronata da Sua Santità Giovanni Paolo II, in piazza San Pietro -Roma-. Rocca Falluca fu fondata dai normanni tra l'XI e il XII secolo d.C.Sorse come borgo fortificato e nella metà del sec.XII fu affidato al condottiero normanno Ugo Falluc (da cui prese il nome) che fece costruire un castello a protezione del fiorente commercio tra la contea di Catanzaro e quella di Mileto e anche a difesa dell'unica via di comunicazione tra il Tirreno e lo Jonio. Al conte Ugo Falluc (1077), sono succeduti i suoi figli: Mihera e Adamo: poi Rodolfo di Loritello (1088), Golfredo (1111), Raimondo (1145), Clemenza (1160), Ugo Lupino (1168), Ugo Filio (1095) e ancora i Falluc con Riccardo (1197) e Malgero Altavilla (1212). La Popolazione si dedicava con profitto all'agricoltura e il territorio si distingueva per la produzione di ''ceci, lupini, spezie, verdure da aromi, grano, orzo, olio, olive e bachi da seta''. Sede di scambi commerciali particolarmente agevole per i produttori di Rocca Falluca furono la Fiera di San Nicola Pezzano che si svolgeva nela prima domenica di Agosto per otto giorni e il mercato bisettimanale di Catanzaro. Fu questo un periodo di splendore e nel contesto assunsero rilievo anche le abbazie di S.Caterina (1096), e di S.Giuliano (1100), tenute dai monaci greci e successivamente dai cistercensi. Questa ricchezza economica e morale-spirituale (patria di Agazio Guidacerio umanista di profonda cultura sorretta da semplicità e modestia d'animo) fu il richiamo di intrighi personali, invidie e di guerre per la supremazia del territorio. Infatti, nel 1280 gli Amulgaveri, dopo l'assedio condotto a Messina, si spinsero sino a Rocca Falluca che fu assediata, depredata, incendiata e distrutta come pure le abbazie. Rinascita durata poco in quanto, seguono anni di lento e costante decadimento, dovuto principalmente alle guerre locali e alla rivendicazione di beni e bestiame da parte dei benestanti locali e catanzaresi. Nel 1425 passò al conte Ruffo di Calabria e nel 1581 ai Caraffa di Nocera, seguiti da Carlo Cigala, principe di Tiriolo, dal 1608. Sulla fine del sec. XVI Rocca Falluca è foranìa di Catanzaro. Gli abitanti dell'antico Borgo si disperdono tra Tiriolo, Settingiano, San Pietro Apostolo e Catanzaro.